Protestati bancari: un fenomeno tristemente in aumento

 


L'incapacità di adempiere ai propri debiti riguarda un fenomeno tutt'altro che attuale, cui moltissime persone nel corso degli anni hanno dovuto far fronte. Escludendo la familiarità con questa tendenza, il biennio riguardante il 2011 ed il 2012 ha portato con sé un notevole incremento dei protesti: famiglie ed imprese, infatti, affrontano con uno sforzo sempre maggiore i debiti a loro carico. 

Tratte, assegni, ed ancora cambiali: i documenti che attestano le difficoltà dei pagatori sono assai numerosi. Tali documenti hanno permesso di enunciare 670 mila protesti, il tutto nel corso del primo semestre dell'anno appena conclusosi; in riferimento al medesimo periodo dell'anno precedente, l'andamento dei protesti ha evidenziato un aumento delle insolvenze pari al 2,4%, per un totale di 16 mila debiti in più: le cifre appena considerate, tradotte in valore monetario, corrispondono al miliardo e 642 milioni di euro che il sistema bancario non ha avuto modo di incassare. 

Analizzando ciascuno dei titoli che ha interessato il verificarsi dei protesti in oggetto, le cambiali insolute sottolineano un aumento del 5,1%; contrariamente a ciò, gli assegni bancari protestati hanno subito una diminuzione equivalente al 4,6%; un discorso analogo, inoltre, può essere applicato alle tratte, il cui calo ha eguagliato l'11,6%. Nonostante la tratta rimanga un mezzo ancora ampiamente utilizzato, l'apparente positività di tale recesso deve essere associata all'abbassamento dell'utilizzo di questo strumento.

Considerando che le regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno equivalgono comunque a quelle situate nel meridione, anche alcune regioni settentrionali hanno dovuto affrontare un considerevole incremento delle medesime insolvenze: un esempio di quanto appena affermato si concretizza nella Valle d'Aosta, la quale ha permesso di registrare un aumento di protesti corrispondente al 52%. 

Per quanto riguarda il secondo semestre dell'anno recentemente conclusosi, il fenomeno che ha colpito i protestati si traduce principalmente in quanto a carico delle imprese: nello specifico, il sistema imprenditoriale italiano ha generato un debito insoluto per un valore di 12,3 miliardi di euro, mentre per quanto concerne le banche, le stesse hanno subito una sofferenza oscillante tra il 15% ed il 17%. Nonostante le percentuali ricollocabili ad ogni singola regione mostrino variazioni di alcuni punti, ciascuna di esse riguarda dati alquanto preoccupanti; i parametri inerenti l'anno corrente devono ancora essere svelati, ma quanto svoltosi nel periodo antecedente a quello attuale lascia presagire una condizione di inarrestabile crescita dei protesti. 

 

Accordo Hines e Qatar per Milano Porta Nuova: tutti i dettagli

 

 

A pochi mesi dalla salita al trono dell'emiro Tamim bin Hamad Al Thani, la Qatar Holding fa parlare di sè per gli innumerevoli investimenti che l'azienda ha deciso di impegnare nel nostro paese; nel 2012 il precedente sultano aveva deciso di far fruttare il proprio denaro comprando yacht e hotel in Costa Smeralda, ma quest'anno il nuovo sovrano orientale ha fatto parlare di sè in seguito al suo sbarco a Milano.

Il capoluogo lombardo, infatti, è entrato nel mirino della Qatar Holding grazie all'investimento di una cifra considerevole che gli ha permesso di rilevare ben il 40% del valore dell'area Porta Nuova, un quartiere con un futuro immobiliare molto promettente, i cui progetti sono stati firmati dalla statunitense Hines e che hanno l'obiettivo di trasformare radicalmente il volto di questa zona: si tratta di un disegno che attualmente si presenta con un valore di mercato pari a 2 miliardi di euro.

A siglare l'accordo con l'emiro del Qatar, ci ha pensato la Hines Italia SGR,; il suo amministratore delegato Manfredi Catella ha commentato la vicenda annunciando: "Questa partnership rappresenta un passo strategico per i nostri investitori e conferma come Porta Nuova sia uno degli investimenti immobiliari più interessanti in Italia: il territorio è una risorsa fondamentale e può essere motore di crescita per il Paese".

Secondo le ultime notizie pubblicate nei giornali finanziari, il Qatar avrebbe impiegato il proprio denaro nelle tre società veicolo del progetto: la Varesine, la Isola e la Garibaldi; nella prima delle tre avrebbe investito una cifra pari a 95 milioni di euro, un importo davvero molto consistente che fa presumere ad una totalità dell'investimento impiegato pari a tre volte il valore di questa cifra.

Quando si parla di strategie finanziarie di questo tipo, però, i discorsi non vertono puramente sull'aspetto economico, ma riguardano anche questioni burocraticamente e legalmente ben più importanti; con questa manovra, infatti, l'emiro è riuscito ad aggiudicarsi ben 4 consiglieri su 15 all'interno del consiglio di amministrazione del progetto: facendo così, il sultano avrà la possibilità di incidere in modo determinante su qualsiasi tipo di decisione dell'assemblea, la cui soglia di consenso è stata innalzata per l'occasione dal 51% al 67%. 

 

 

Aggiornamenti dal mondo finanziario

 




Responsabili per la ricerca di soluzioni, gli "Stati generali della stampa" hanno fatto 90 proposte. I governi ne hanno accettate alcune. È stato convenuto che una tale moratoria con Le Poste intende potenziare le proprie tariffe postali, le esenzioni dalle tasse per le edicole e lo sviluppo del porto. Che cosa dovrebbe essere aggiunto? Un riorientamento delle spese di comunicazione da parte dello Stato per la stampa e Internet (favorita dalla eliminazione della pubblicità sui canali pubblici) e la creazione di un editor di stato, aprendo la possibilità ai siti Web per il 100% dal settore pubblico e la proposta di tassazione di nuovi settori della finanza come il forex e il trading.

Tali misure sono sufficienti per garantire la sostenibilità di stampa? Data la gravità della crisi, probabilmente no. Alcuni giornali, come Les Inrockuptibles, vanno oltre: gli Stati Generali di formulare proposte per il governo solo per simboleggiare una perdita di indipendenza in un contesto di "pressione insidiosa legati ad una logica di interesse e di collusione con il potere "(n. 27 lo scorso Maggio).

Che cosa è fastidiosa è che non sa più cosa si intende per stampa "indipendente".

Interessante la casistica della rivista Le Casino, dedicata al mondo dei casino e dei casino online che critica con una mozione ufficiale l'approccio dirigista del governo: la rivista da anni si specializza nella trattazione di articoli su tutto quel che concerne il mondo dei casino, dal poker al blackjack, dalla slot machine e la roulette, e per questo viene fortemente osteggiata.

Di qui l'importanza della riflessione guidata dal blog "ecopublix.eu" che pubblica recensioni di alcuni su questo tema appassionante. Per i cronisti di questo blog, Guillem, l'indipendenza di un giornale dipende in larga misura il grado di concentrazione delle proprie azioni e dei suoi inserzionisti. Cioè, la proprietà è più decentrata, meno pressione da parte del governo è possibile.

E gli inserzionisti molti di più sono indipendenti l'uno dall'altro, a meno che le società possono utilizzare il loro potere economico. Logico? Sì, tranne che Guillem richiama un altro in evidenza: "La pubblicità non è il reddito come la media, ma anche per gli stessi inserzionisti, che hanno bisogno di vendere i loro prodotti.

Più stampa si è concentrato, meno è probabile che l'inserzionista di maneggiare una minaccia di boicottaggio, in quanto sarebbe troppo costoso (se vi è un solo giornale del paese, sono costretto a passare attraverso di lui al pub, in modo da potermi permettere di boicottare, altrimenti, la mia attività crollate). In breve, niente è semplice e tutti i fattori devono essere considerati.

Giornalismo Finanziario: Le basi



Tutti i lavori necessitano di abnegazione, perspicacia, perseveranza e a volte un minimo di pazzia per essere portati a termine nel modo corretto. Ogni lavoro ha le sue caratteristiche e per diventare un buon giornalista finanziario ci sono delle caratteristiche imprescindibili da dover rispettare.

Un buon giornalista deve conoscere molto di quello che lo circonda per fare a pieno il proprio dovere e per parlare di finanza bisogna conoscere moltissime altre cose non si può pensare che un argomento importante come la economia sia a se stante e non sia dipendente da moltissimi altri fattori. Un giornalista che voglia lavorare in questo campo deve interessarsi di politica, per comprendere come i vari Paesi si muovono a livello economico e soprattutto perché lo fanno, deve conoscere le politiche ambientali di ogni Stato che venga preso in considerazione, infatti l'economia moderna non può prescindere dal fatto di essere strutturata in base all'ambiente che la circonda, in ogni caso è difficile trovare dei giornalisti che abbiano anche solo queste basi che non sono tutte quelle che servirebbero per intraprendere una carriera giornalistica in ambito economico in modo intelligente e sensato.

Conoscere ampiamente le dinamiche finanziarie, comprendendo a fondo le politiche, il periodo nel quale si vive e i suoi cambiamenti, comprendere come l'economia internazionale si muove e perché la crisi economica continua, comprendere fino in fondo perché i prezzi aumentino e moltissime altre cosa fanno parte del bagaglio di un giornalista economico e finanziario.

Le basi che vi aiuteranno in questa carriera saranno certamente la piena conoscenza di temi che partono dal Fondo Monetario Internazionale arrivando fino alla Banca Mondiale e l'Ocse. Conoscere tutte le differenti agenzie di stampa: APB, Routers, ANSA e le tantissime altre, canali specializzati come Blooberg e Dow Jones. Oltre a questo dovrete comprendere quali siano le fonti del giornalismo finanziario ed economico, le differenti tecniche con le quali scrivere le notizie economiche, la finanza e le sue evoluzioni, i nuovi media (motori di ricerca, Web, blog), la storia del giornalismo finanziario e le differenti tappe. D'aiuto possono essere anche i numerosi libri sul forex di cui Massimo Mereghetti è uno degli autori più celebri.

Conoscere tutto questo ed essere in grado di spiegarlo, di far capire alla gente che cosa stia succedendo in realtà, comprenderlo non è la stessa cosa di saperlo far comprendere, infatti questo è il passo più complesso.